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Archivio per Categoria News

DiMatteo Bertocchi

Riapertura dei locali dello studio

L’ufficio riapre.

Il nostro team, che non si è mai fermato, continuerà principalmente ad operare da remoto.

Tuttavia gli appuntamenti urgenti che non potessero essere svolti a distanza si terranno nei locali dello studio e, con l’imminente riapertura dei Tribunali, riprenderanno gli accessi indifferibili alle Cancellerie.

Gli ambienti di lavoro sono stati sanificati con detergenti disinfettanti a base di cloro e alcol.
Ogni membro dello studio provvederà, inoltre, alla pulizia della propria postazione all’inizio e alla fine dell’utilizzo della stessa.

All’interno dello studio saranno utilizzati i necessari DPI (mascherine e guanti).

La conformazione degli uffici e della sala riunioni garantisce, comunque, il rispetto delle distanze di sicurezza.

All’ingresso sono a disposizione gel disinfettante e, all’occorrenza, i necessari DPI.

DiMatteo Bertocchi

Proroga sospensione dei termini e rinvio delle udienze

Il D.L. 23-2020 ha previsto la proroga della sospensione dei termini ed il rinvio delle udienze.

Con alcune eccezioni, tutte le udienze fissate dal 9 marzo all’11 maggio sono rinviate a data successiva all’11 maggio e tutti i termini processuali sono sospesi dal 9 marzo all’11 maggio (quindi per complessivi 63 giorni).

Lo studio rimane operativo per le attività processuali non sospese e per l’assistenza e la consulenza da remoto.

DiMatteo Bertocchi

Lo studio rimane aperto (da remoto)

Confermando la modalità operativa adottata dal giorno 8 marzo 2020, lo Studio rimane aperto esclusivamente da remoto.

Tutti gli appuntamenti si svolgeranno in videoconferenza.

DiMatteo Bertocchi

Sospensione dei termini processuali e rinvio delle udienze per l’emergenza sanitaria

L’art. 83 D.L. 18 del 17.03.2020 detta nuove misure urgenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenerne gli effetti in materia di giustizia civile, penale, tributaria e militare.

La norma divide l’emergenza in due fasi temporali:

  • A) dal 9 marzo al 15 aprile: blocco totale delle udienze (con alcune eccezioni);
  • B) dal 16 aprile al 30 giugno: gestione discrezionale dell’emergenza rimessa ai singoli Uffici Giudiziari.

Cosa succede nel periodo A (9 marzo – 15 aprile)

Tutte le udienze sono rinviate d’ufficio a data successiva al 15 aprile.

Tutti i termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali, nonché per la mediazione e la negoziazione assistita sono sospesi per l’intera durata del periodo (37 giorni).

Nel caso il termine scada o abbia inizio durante il predetto periodo, esso è differito alla fine del periodo di sospensione, analogamente a quanto accade con la sospensione feriale dei termini ogni anno dal 1° al 31 agosto.

Nel caso di termini computati a ritroso (es.: c’è un’udienza fissata per il 24 aprile e la parte convenuta ha termine fino a 30 giorni prima per costituirsi), l’udienza fissata deve essere differita per consentire il rispetto dei termini.

Vi sono delle eccezioni che riguardano le cause urgenti ed inderogabili, per le quali può essere disposto lo svolgimento delle udienze con collegamento da remoto.

E’ prevista la sospensione della decorrenza dei termini di prescrizione e decadenza per i diritti che possono essere esercitati solo con la presentazione di domanda giudiziale.

E’ previsto il blocco di tutte le procedure di licenziamento per motivi oggettivi; prudenzialmente si suggerisce di operare l’impugnazione stragiudiziale obbligatoria con il rispetto dei termini (che potrebbero essere ritenuti non sospesi).

Tutti gli atti giudiziari devono essere depositati telematicamente.

Cosa succede nel periodo B (16 aprile – 30 giugno)

I capi degli Uffici Giudiziari, sentita l’autorità sanitaria regionale ed il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, adottano le misure organizzative necessarie ad assicurare la trattazione degli affari giudiziari senza assembramenti e contatti ravvicinati.

Quindi, potranno essere disposte:

  • limitazioni negli accessi agli Uggiai Giudiziari;
  • limitazioni degli orari d’apertura degli Uffici;
  • regolamentazione dell’accesso mediante prenotazione;
  • celebrazione delle udienze penali a porte chiuse;
  • celebrazione delle udienze civili con collegamento da remoto;
  • possibilità di rinvio delle udienze a data successiva al 30 giugno;
  • possibilità di trattazione scritta in sostituzione dell’udienza.
DiMatteo Bertocchi

Sospensione dei termini giudiziari e rinvio delle udienze

Con D.L. n. 11 del 08.03.2020, viene disposta la sospensione dei termini processuali dal 09.03.2020 al 22.03.2020 e contestualmente il rinvio d’ufficio di tutte le udienze (ad eccezione di quelle urgenti ed indifferibili) a data successiva al 22 marzo 2020.

DiMatteo Bertocchi

Organizzazione dello studio durante il periodo di restrizioni per l’emergenza sanitaria

Alla luce dell’entrata in vigore del DPCM 08.03.20 ed in attesa dell’estensione al nostro circondario delle previsioni di cui all’art. 10 D.L. 9/20 ovvero dell’adozione di idoneo provvedimento da parte del Presidente del Tribunale di Bergamo,

si comunica che:

  • lo studio adotta esclusivamente la modalità lavorativa a distanza in conformità all’art. 1 lett. q del predetto DPCM;
  • tutti gli appuntamenti fissati si terranno in videoconferenza o in modalità telefonica;
  • ai sensi dell’art. 2 lettera s) del predetto DPCM, il personale dipendente dello studio fruirà – fatta salva l’eventualità della malattia – di ferie dal 09.03.20 al 03.04.20, ad eccezione del lunedì mattina per la pianificata riunione settimanale, che sarà svolta in videoconferenza, dalle ore 09:30 al termine della stessa e di eventuali altre necessità che saranno comunicate tempestivamente;
  • in difetto di ulteriori provvedimenti del Presidente del Tribunale, lo studio formulerà istanza per la trattazione delle udienze in videoconferenza ovvero aderirà all’astensione dalle udienze proclamata dall’Organismo Congressuale Forense;
  • in difetto di apposito provvedimento normativo o regolamentare, le uniche udienze che si svolgereanno regolarmente saranno quelle ritenute “prestazioni indispensabili” ai sensi degli artt. 4 e 5 del Codice di Autoregolamentazione delle astensioni dalle udienze degli Avvocati;
  • tutte le telefonate, i messaggi e le e-mail saranno regolarmente riscontrati;
  • l’attività di consulenza, l’attività stragiudiziale e quella di redazione e deposito degli atti giudiziari proseguirà regolarmente.
DiMatteo Bertocchi

Il condominio non può accedere al piano del consumatore contro il sovraindebitamento (L. 3-12)

Il Tribunale di Bergamo, con provvedimento del 16 gennaio 2019, dichiarava inammissibile il piano di ristrutturazione dei debiti ex L. 27 gennaio 2012, n. 3, proposto da un condominio.

Il “piano” presentato dal Condominio veniva dichiarato inammissibile per mancanza del requisito soggetto di “consumatore“, inteso, ai sensi dell’art. 6, comma 2, lett. b, L. n. 3/2012, come “il debitore persona fisica che ha assunto obbligazioni esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta“.

Il Tribunale confermava come il condominio non potesse essere considerato “persona fisica“, costituendo invece un “ente collettivo” e, in quanto tale, estraneo alla nozione legislativa di consumatore.

Gli stessi condomini, anche se inquadrabili come i mandanti, rappresentati dall’amministratore, potrebbero a loro volta non essere consumatori, qualora persone giuridiche, o allorquando utilizzino l’unità immobiliare, sita nel condominio, per scopi attinenti la loro attività imprenditoriale o professionale.

DiMatteo Bertocchi

Diritto di controllo dei soci della holding sulla società controllata

L’art. 2476 c.c. dispone, al secondo comma, che “i soci che non partecipano all’amministrazione hanno diritto di avere dagli amministratori notizie sullo svolgimento degli affari sociali e di consultare, anche tramite professionisti di loro fiducia, i libri sociali ed i documenti relativi all’amministrazione“.

Il diritto di controllo è riconosciuto dalla norma ai “soci che non partecipano all’amministrazione“.

L’ambito del diritto di controllo del socio è delimitato dal legislatore con riguardo all’acquisizione di “notizie sullo svolgimento degli affari sociali” ed alla consultazione dei libri sociali e dei documenti relativi all’amministrazione.

Nulla dice la norma circa il caso in cui la società eserciti il controllo su altre società. Non è quindi espressamente previsto che il diritto di controllo del socio possa altresì consentire di acquisire notizie sugli affari sociali delle società controllate e di consultare i libri sociali e i documenti relativi all’amministrazione anche di queste ultime.

Tuttavia, è possibile una interpretazione estensiva dell’art. 2746 c.c., in analogia con quanto disposto dall’art. 2403-bis c.c. che, relativamente alla delimitazione dei poteri di controllo del collegio sindacale nella società per azioni, dispone che “il collegio sindacale può chiedere agli amministratori notizie, anche con riferimento a società controllate, sull’andamento delle operazioni sociali o su determinati affari. Può altresì scambiare informazioni con i corrispondenti organi delle società controllate in merito ai sistemi di amministrazione e controllo ed all’andamento generale dell’attività sociale“.

In tal senso, anche una recente pronunzia del Tribunale di Torino (Ordinanza 20 febbraio 2019), che stabiliva che “l’ambito del potere di controllo del socio di s.r.l. va parametrato al potere di gestione spettante all’organo amministrativo di essa, e dunque, con riguardo a società holding, ricomprende il diritto di essere informato su ciò che succede nelle società controllate, la cui gestione costituisce l’attività specifica della capogruppo“.

DiMatteo Bertocchi

Probatio diabolica e usucapione

Colui il quale agisca per ottenere il mero accertamento della proprietà o comproprietà di un bene, anche unicamente per eliminare uno stato di incertezza circa la legittimità del potere di fatto esercitato sullo stesso, è tenuto, al pari che per l’azione di rivendicazione ex art. 948 c.c., alla probatio diabolica della titolarità del proprio diritto, trattandosi di onere da assolvere ogni volta che sia proposta un’azione, inclusa quella di accertamento, che fonda sul diritto di proprietà tutelato erga omnes” (Cass. n. 1210/2017 e n. 11767-19)

L’espressione probatio diabolica indica una prova di particolare complessità da fornire a fondamento di talune pretese, tra le quali ad esempio, l’azione di rivendica ex art. 948 c.c., con la quale chi si ritiene proprietario di un bene detenuto da un terzo, ne richiede la restituzione.

In relazione ai beni immobili, per provare il proprio diritto, non basterà produrre l’atto d’acquisto (ad esempio contratto di compravendita, o dichiarazione di successione – entrambi modi di acquisto della proprietà a titolo derivativo), ma bisognerà risalire a chi abbia acquistato la proprietà a titolo originario.

Tuttavia, è possibile, per ovviare alla necessità di tale probatio diabolica, giovarsi dell’istituto dell’usucapione, provando il possesso ventennale proprio e/o dei propri danti causa (ossia i precedenti proprietari): ai sensi dell’art. 1146 c.c., infatti “il successore a titolo particolare può unire al proprio possesso quello del suo autore per goderne gli effetti“.

DiMatteo Bertocchi

L’indennità per le ferie non godute è soggetta a tassazione?

L’indennità per le ferie non godute viene erogata solo a fronte di una cessazione del rapporto di lavoro in cui il lavoratore non abbia usufruito di tutte le ferie maturate.

La sua assoggettabilità a tassazione è discussa.

Da un lato vi è chi sostiene (parliamo soprattutto di giurisprudenza di merito: Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali) che la natura dell’erogazione sia risarcitoria di un danno emergente e, conseguentemente, esente da tassazione ai sensi dell’art. 6 comma 2 TUIR, che prevede la tassabilità delle indennità aventi funzione risarcitoria di un lucro cessante.

Dall’altro, una recentissima sentenza della Corte di Cassazione (n. 5482-19), stabilisce che: “l’indennità sostitutiva del riposo settimanale, come pure l’indennità per ferie non godute, è da ritenere soggetta a tassazione a norma del D.P.R. n. 917 del 1986, artt. 46 e 48, sia perchè, essendo in rapporto di corrispettività con le prestazioni lavorative effettuate nel periodo di tempo che avrebbe dovuto essere dedicato al riposo, ha carattere retributivo e gode della garanzia apprestata dall’art. 2126 c.c., a favore delle prestazioni effettuate con violazione delle norme poste a tutela del lavoratore; sia perché un eventuale suo concorrente profilo risarcitorio non ne escluderebbe la riconducibilità all’ampia nozione di retribuzione imponibile delineata dai citati articoli, costituendo essa comunque un’attribuzione patrimoniale riconosciuta a favore del lavoratore in dipendenza del rapporto di lavoro e non essendo ricompresa nell’elencazione tassativa delle erogazioni escluse dalla contribuzione“.