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Archivio degli autori Matteo Bertocchi

DiMatteo Bertocchi

Il credito

Il credito è la posizione attiva del rapporto obbligatorio. Il diritto del creditore ha natura personale e può essere fatto valere solo nei confronti del debitore. Le obbligazioni possono avere diverse fonti: un contratto, un fatto illecito (obbligo di risarcimento del danno), oppure la Legge (promesse unilaterali, titoli di credito, ecc…).
Nello specifico, ci occuperemo delle obbligazioni pecuniarie ossia quelle in cui il debitore è tenuto a dare al creditore una somma di denaro.
Più precisamente, approfondiremo il momento patologico del rapporto obbligatorio, ossia del momento in cui il debitore non adempie al proprio dovere giuridico e non paga il proprio creditore.
L’art. 1218 c.c. prevede che il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno. Relativamente all’inadempimento di obbligazioni pecuniarie, cioè se il debitore è insolvente, il risarcimento del danno comprende la perdita subita dal creditore (ossia l’importo che non è stato versato) e la perdita subita dal mancato guadagno. Salvo casi particolari, nelle obbligazioni pecuniarie, tale perdita viene compensata dagli interessi.
Gli interessi sono specificamente previsti dall’art. 1282 c.c. per i crediti liquidi ed esigibili. Il tasso legale degli interessi, attualmente del 2,5%, può essere modificato annualmente con decreto del ministro del Tesoro.
Per i crediti che sorgono quale “titolo di corrispettivo in una transazione commerciale”, ossia principalmente nei rapporti tra imprese (business to business) è previsto un saggio d’interesse maggiorato, i cc.dd. interessi moratori.
Il tasso di tali interessi, ai sensi del D.Lgs 231/02, è pari “al saggio d’interesse del principale strumento di rifinanziamento della Banca centrale europea applicato alla sua più recente operazione di rifinanziamento principale effettuata il primo giorno di calendario del semestre in questione, maggiorato di sette punti percentuali”.

DiMatteo Bertocchi

Diritto immobiliare

Nonostante la locuzione diritto immobiliare sia intuitivamente ricollegabile a tutte quelle norme che riguardano i beni immobili, siano essi terreni o fabbricati, si tratta di una definizione non rintracciabile in alcuna classificazione del diritto: né il codice civile né la legislazione speciale fanno riferimento a tale peculiare categoria di diritti.

Tuttavia, sugli immobili si innesta una serie di norme che meritano di essere considerate unitariamente nonostante la diversa collocazione nel panorama legislativo.

La normativa applicabile agli immobili è contenuta prevalentemente nel Codice Civile ed in alcune leggi speciali, soprattutto per quei profili che coinvolgono un interesse pubblico (edificabilità, sicurezza, ecc…)

Ai sensi dell’art. 812 Codice Civile, Sono beni immobili il suolo, le sorgenti e i corsi d’acqua, gli alberi, gli edifici e le altre costruzioni, anche se unite al suolo a scopo transitorio, e in genere tutto ciò che naturalmente o artificialmente è incorporato al suolo.
Sono reputati immobili i mulini, i bagni e gli altri edifici galleggianti quando sono saldamente assicurati alla riva o all’alveo e sono destinati ad esserlo in modo permanente per la loro utilizzazione. Sono mobili tutti gli altri beni
”.

Molteplici sono gli istituti giuridici del diritto privato che coinvolgono gli immobili: dalla proprietà alla disciplina della compravendita, dalla locazione alla disciplina dell’appalto (per la costruzione).

Tali istituti, tuttavia, possono essere applicati anche a beni mobili, a differenza di un istituto specifico del diritto immobiliare: il condominio degli edifici.

DiMatteo Bertocchi

Separazione o divorzio

La separazione segna la conclusione della convivenza tra due coniugi.

La separazione può essere chiesta da uno (giuziale) o da entrambi (consensuale) i coniugi allorquando si verificano situazioni che rendono “intollerabile la prosecuzione della convivenza“.

La separazione deve essere pronunziata dall’Autorità Giudiziaria e comporta conseguenze sul piano giuridico: cessa l’obbligo di coabitazione e si attenuano altri doveri coniugali, ma perdurano gli obblighi di assistenza materiale e di reciproco rispetto. Con la separazione, viene meno anche l’eventuale comunione dei beni.

Differente è la “separazione di fatto“, che consiste nell’interruzione della convivenza coniugale, non formalizzata da alcun provvedimento giudiziale bensì attuata solamente sulla base di un accordo informale tra i coniugi o sulla base della decisione di uno di essi di porre fine alla vita in comune.

Le conseguenze della separazione di fatto dipendono da come è stata adottata; se deriva da una decisione unilaterale essa può comportare l’addebito (della colpa) della separazione al coniuge che ha abbandonato immotivatamente la casa coniugale.

Il divorzio, invece, consiste nello scioglimento del matrimonio o, se il matrimonio è concordatario (celebrato in chiesa), nella cessazione degli effetti civili del matrimonio.
Tra i presupposti del divorzio può esservi la separazione ininterrotta per tre anni. Tra le conseguenze, la possibilità di contrarre nuovo matrimonio.

DiMatteo Bertocchi

Diritto facile

A partire da settimana prossima sino alla fine di luglio 2013, sarà pubblicato settimanalmente nelle news un articolo di approfondimento dedicato a particolari questioni giuridiche.

Gli articoli, dal contenuto informativo, saranno formulati con linguaggio meno “tecnico” possibile, per favorirne l’accessibilità e la semplicità.

Le tematiche trattate, alternate ogni settimana, saranno:

  • Separazione, divorzio, cessazione della convivenza
  • Condominio
  • Recupero del credito
  • Delitti in famiglia, delitti contro la persona, reati stradali

Vi aspettiamo settimana prossima per il primo approfondimento sulla separazione.

DiMatteo Bertocchi

Live chat

Da sempre è parte del credo dello Studio che l’accessibilità di un professionista sia indispensabile per la formazione di un rapporto basato sulla fiducia reciproca.

Da oggi il contatto con lo studio diventa ancora più semplice.
E’ stato aggiunto al sito un modulo per la “chat”.

E’ sufficiente cliccare sul riquadro che si vede nell’immagine (e nel sito) in basso a destra.
Inserendo nome ed email sarà possibile “chattare” con un componente dello studio in tempo reale o, se tutti sono impegnati, lasciare un messaggio.

DiMatteo Bertocchi

Innovazioni

Pronti a ripartire dopo l’estate, già lontana per la verità.

Vengono presentate alcune innovazioni sul sito.

Dall’aggiornamento delle fotografie, alle modifiche del sistema di pagamento online delle consulenze.

Imminente sarà il trasferimento dello studio “in the cloud” e la possibilità di prenotare automaticamente gli incontri.

Gli impegni sono tanti ma è in programma un aggiornamento più assiduo della sezione news.

Buon lavoro a tutti!

DiMatteo Bertocchi

Grazie ai nostri Ospiti

Sono sempre più le visite al nostro sito. Tutti i membri dello studio ringraziano gli Ospiti per il loro interesse.

Per consentire una maggior accessibilità ai contenuti sono stati oggi implementati nella side-bar i badge di Google + e Facebook per consentirVi di seguirci anche sui Social Networks.

E’ stato inserito anche un contatore dei visitatori unici degli ultimi sette giorni (che indica le persone che hanno visitato il sito, senza conteggiare le visualizzazioni ripetute da parte delle stesse persone).

A breve sono previsti ulteriori aggiornamenti all’insegna dell’accessibilità telematica, da sempre punto di forza dello studio.

Grazie a tutti!

Avv. Matteo Bertocchi

DiMatteo Bertocchi

Liberalizzazioni

Alla luce del decreto legge sulle c.d. liberalizzazioni, lo Studio provvederà ad aggiornare i propri servizi e le proprie offerte.

Verranno anche introdotte nuove sezioni del sito.

Per consentire tale aggiornamento dei servizi e dei contenuti, dal 6 al 10 febbraio non saranno fissati incontri con l’Avvocato, salvo casi di estrema urgenza.

Le risposte alle e-mails potranno potranno subire dei ritardi.

Di seguito viene riportato il testo dell’art. 9 del D.L. 24 Gennaio 2012 n. 1.

Art. 9 – Disposizioni sulle professioni regolamentate

1. Sono abrogate le tariffe delle professioni regolamentate nel
sistema ordinistico.

2. Ferma restando l’abrogazione di cui al comma 1, nel caso di
liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, il compenso del
professionista e’ determinato con riferimento a parametri stabiliti
con decreto del ministro vigilante. Con decreto del Ministro della
Giustizia di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze
sono anche stabiliti i parametri per oneri e contribuzioni alle casse
professionale e agli archivi precedentemente basati sulle tariffe.
L’utilizzazione dei parametri nei contratti individuali tra
professionisti e consumatori o microimprese da’ luogo alla nullita’
della clausola relativa alla determinazione del compenso ai sensi
dell’articolo 36 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206.
3. Il compenso per le prestazioni professionali e’ pattuito al
momento del conferimento dell’incarico professionale. Il
professionista deve rendere noto al cliente il grado di complessita’
dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri
ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione
dell’incarico e deve altresi’ indicare i dati della polizza
assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attivita’
professionale. In ogni caso la misura del compenso, previamente resa
nota al cliente anche in forma scritta se da questi richiesta, deve
essere adeguata all’importanza dell’opera e va pattuita indicando per
le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese,
oneri e contributi. L’inottemperanza di quanto disposto nel presente
comma costituisce illecito disciplinare del professionista.
4. Sono abrogate le disposizioni vigenti che per la determinazione
del compenso del professionista, rinviano alle tariffe di cui al
comma 1.
5. La durata del tirocinio previsto per l’accesso alle professioni
regolamentate non potra’ essere superiore a diciotto mesi e per i
primi sei mesi, potra’ essere svolto, in presenza di un’apposita
convenzione quadro stipulata tra i consigli nazionali degli ordini e
il ministro dell’istruzione, universita’ e ricerca, in concomitanza
col corso di studio per il conseguimento della laurea di primo
livello o della laurea magistrale o specialistica. Analoghe
convenzioni possono essere stipulate tra i Consigli nazionali degli
ordini e il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione
tecnologica per lo svolgimento del tirocinio presso pubbliche
amministrazioni, all’esito del corso di laurea. Le disposizioni del
presente comma non si applicano alle professioni sanitarie per le
quali resta confermata la normativa vigente.
6. All’articolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto 2011, n.
138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n.
148, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) alla lettera c), il secondo, terzo e quarto periodo sono
soppressi;
b) la lettera d) e’ soppressa.
7. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi
o maggiori oneri per la finanza pubblica.

DiMatteo Bertocchi

Festività

In occasione delle festività Natalizie, lo Studio resterà chiuso dal 24.12.11 al 09.01.12. Le risposte alle e-mail potranno subire un ritardo.

DiMatteo Bertocchi

Mail

Dal 29.10.11 al 06.11.11 le risposte alle e-mail subiranno un ritardo, attesa l’assenza dallo Studio dell’Avvocato.