Le controversie condominiali

Le controversie in ambito condominiale possono coinvolgere una serie di problematiche e questione anche molto differenti tra loro.

A titolo esemplificativo, possiamo elencare:

  • le controversie in materia di misura e modalità d’uso dei servizi comuni;
  • le impugnazioni delle delibere dell’Assemblea;
  • le azioni per il recupero dei crediti condominiali;
  • le procedure di nomina o revoca dell’amministratore;

Le controversie in materia di misura e modalità d’uso dei servizi comuni sono di competenza del Giudice di Pace.
Tali controversie riguardano sovente il godimento paritetico dei servizi condominiali, ossia i limiti quantitativi di esercizio delle facoltà contenute nel diritto di comunione, cioé quelle relative al modo più conveniente ed opportuno con cui tali facoltà debbano essere esercitate, nel rispetto degli artt. 1102 e 1118 c.c., nonché in conformità del volere della maggioranza e delle eventuali disposizioni del Regolamento.

L’impugnazione della delibera assembleare è un procedimento contenzioso ordinario che si svolge innanzi al Giudice competente per valore (fino ad € 5.000,00 il Giudice di Pace, oltre il Tribunale).
In tale procedimento, uno o più condomini lamentano l’illegittimità di una decisione presa dall’Assemblea, in riferimento ad una norma di Legge o ad una disposizione del Regolamento.

In materia di recupero crediti dai condomini morosi, l’amminitratore può richiedere decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo e procedere all’esecuzione nei confronti dei debitori. Ove costoro abbiano ragione di lamentare l’illegittimità delle pretese creditorie del condominio, potranno interporre opposizione al decreto ingiuntivo ed avviare, così, un giudizio ordinario per la verifica e l’accertamento delle ragioni del condominio.

Nell’ambito della volontaria giurisdizione, rientrano i procedimenti di nomina o revoca dell’amministratore. Tali procedimenti si svolgono in camera di consiglio. In tali circostanze, l’intervento del Giudice è finalizzato all’amministrazione della cosa comune, solitamente nelle ipotesi di inerzia o inadeguatezza dell’attività gestionale del condominio.

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