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Diffamazione e diritto di critica

DiMatteo Bertocchi

Diffamazione e diritto di critica

Il reato di diffamazione è previsto e punito dall’art. 595 c.p., con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1.032. Ai sensi di tale articolo, viene punito chiunque offenda l’altrui reputazione, anche mediante il mezzo della stampa.

Con il termine “onore” si indica la considerazione che il “pubblico” ha del soggetto diffamato.

Questo reato si differenzia dal reato di ingiuria, in quanto si configura in assenza della persona offesa, mentre nell’ingiuria la prensenza e la percezione dell’offesa sono considerati elementi fondamentali della fattispecie.

Ulteriore requisito nel reato di diffamazione è la comunicazione dell’offesa a più persone, anche in tempi diversi.

Ai fini della configurabilità della fattispecie è richiesto il dolo generico, cioè la coscienza e la volontà di comunicare a più persone notizie od espressioni offensive, con la consapevolezza dell’offensività della comunicazione.

Come per il reato di ingiuria, sono irrilevanti i motivi che hanno indotto il soggetto agente a diffamare la vittima.

I delitti di ingiuria e di diffamazione non sussistono quando l’offesa all’altrui personalità morale sia giuridicamente lecita o penalmente indifferente per la presenza di cause di giustificazione, quali sono, tra le altre, l’adempimento di un dovere, l’esercizio di diritti soggettivi o di facoltà legittime e il consenso dell’avente diritto (C., Sez. V, 19.6.1992).

Tra i diritti che potrebbero giustificare affermazioni altrimenti diffamatorie, vi è il diritto di critica, che trova il suo fondamento nell’art. 21 Cost.

Tale diritto si concretizza nell’espressione di un giudizio o di un’opinione che, dunque, non può in nessun modo essere rigorosamente obiettiva, essendo fondata su un’interpretazione di fatti e comportamenti.

Tra i limiti del diritto di critica non vi sarà la veridicità, bensì solo ed unicamente la rilevanza sociale, nonché la correttezza espressiva.

La maggior parte della giurisprudenza concorda nell’ammettere la necessità di un contenuto minimo di verità anche per quanto riguarda il diritto di critica: l’esistenza del fatto assunto alla base delle opinioni e delle valutazioni espresse.

L’esercizio del diritto di critica, pur assumendo necessariamente connotazioni soggettive ed opinabili, specie quando lo stesso abbia ad oggetto l’esercizio di pubbliche funzioni, richiede che, comunque, le critiche trovino riscontro in una corretta e veritiera riproduzione della realtà fattuale e che, pertanto, esse non si risolvano in una ricostruzione volontariamente distorta della realtà, preordinata esclusivamente ad attirare l’attenzione negativa dei lettori sulla persona criticata” (C., Sez. feriale, 8.8.2006).

Info sull'autore

Matteo Bertocchi administrator

Avvocato in Bergamo dal 2009, fondatore dello Studio Legale Bertocchi. Offro consulenza e assitenza legale nel diritto civile, in particolare nell'ambito dei contenziosi commerciali e immobiliari, nonché nel diritto tributario.

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Silvia
Ospite
Silvia

Bell’aticolo Avvocato,
l’unica cosa che mi viene da pensare però, leggendolo, è che spesso sia difficilissimo trovare il sottile confine tra diritto di critica e diffamazione…

Se una persona esprime una “critica” basata su un fatto tutto da dimostrare, nei miei confronti, dicendolo ad una terza persona(il mio datore di lavoro)e non a me personalmente, provocandomi aspre critiche per qualcosa che non ho commesso, in questo caso è diritto di critica o diffamazione???

Difficile tracciare un confine secondo me…

Luca
Ospite
Luca

Gentilissimo Avvocato, per prima cosa vorrei porgerli i miei più vivissimi complimenti per la sua preparazione e la sua disponibilità. Vorrei sapere: per far sì che scatti la denuncia per diffamazione/danni all’immagine, devono essere state scritte o pronunciate parole davvero diffamanti oppure basterebbe anche una semplice critica (magari piuttosto severotta) per fare in modo che scatti la denuncia (ovviamente senza cadere troppo sul ridicolo, altrimenti ci sarebbero migliaia e migliaia di denunce ogni giorno da parte di chiunque, anche se è sempre doveroso fare i conti con la permalosità della gente). Se in un Forum pubblico io esprimo il mio… Leggi il resto »

Luca
Ospite
Luca

Gentilissimo Avvocato,
La ringrazio per avermi risposto.
Purtroppo non sono della zona, quindi non credo sia possibile un incontro di persona.
Se permette le vorrei però fare un ulteriore domanda: un ipotetico reato di diffamazione ha valenza anche nella retroattività?
Se ad esempio il mio intervento risale al 2010 e la denuncia viene presentata nel 2015 (quindi per 5 anni il mio intervento è rimasto pubblico sul web), una eventuale “sanzione” sarà maggiore?

Luca
Ospite
Luca

Gentile avvocato, nel frattempo che pondero l’idea di chiedere o meno una consulenza, vorrei farle alcune osservazioni. Girovagando per internet ho trovato un particolare da non sottovalutare: ovvero i tempi (con conseguente iter da seguire). Ho letto esperienze, ad esempio, di utenti che sono stati convocati dalla Polizia Postale a 4 anni di distanza dal commento scritto. Per esempio, sono stati convocati nel 2008 dopo che il commento fosse stato scritto nel 2004 (ed in questi 4 anni gli utenti erano ignari di tutto, senza alcunissimo pre-avviso da parte della procura). In altri siti ho letto invece che le indagini… Leggi il resto »

Riccardo
Ospite
Riccardo

Gentilissimo avv. Matteo Bertocchi, avrei una domanda da porLe. Ipotizziamo che io su un forum abbia scritto che il signor Mario Rossi è, a parer mio (libertà di opinione), un soggetto “brutto , basso, e antipatico”; di conseguenza il signor Mario Rossi è talmente suscettibile (e forse furbo) che dichiara di presentare denuncia (chissà, magari in mente sua pensa di essere ingiudicabile, oppure pensa in buona fede di essere stato danneggiato, oppure ancora pensa in cattiva fede di poterci ricavare un po’ di soldini). Ora, al momento che il signor Rossi si presenta dalle autorità competenti, non dovrebbero loro stessi… Leggi il resto »

Riccardo
Ospite
Riccardo

Gentilissimo Avv. Bertocchi,
La ringrazio vivamente per la sua disponibilità e mi complimento per la sua competenza.
Quindi, in parole povere, se io per i prossimi 2-3 anni non dovessi ricevere nulla (avviso di garanzia, chiamata dai CC, ect) posso ritenermi “salvo” ?
Anche se nel caso il sig. Bianchi si accorgesse del mio commento in futuro (il web è grande, potrebbe accorgersene anche tra alcuni anni) oramai sarà troppo tardi per procedere legalmente.
Grazie ancora.

Riccardo
Ospite
Riccardo

Gentilissimo Avv. Bertocchi,
cosa intende per “ricezione da parte di terzi” ? Che il messaggio sia stato letto da qualsiasi persona o direttamente dalla “vittima”?
Perchè se la vittima dovesse leggere il commento quest’anno, giusto per fare un esempio, praticamente dovrei aspettare il 2020…Il che mi sembra davvero esagerato per un commento scritto nel 2010…

Luca
Ospite
Luca

Gentilissimo Avvocato,
le scrivo perchè avrei bisogno di qualche delucidazione. Vorrei sapere quando decade il reato di diffamazione online.
Se il messaggio incriminato è stato scritto nel Dicembre 2011, e fino ad oggi, 14 Settembre 2015 non sono stato contattato dalla Polizia Postale (che solitamente convoca per la conferma della paternità del messaggio diffamatorio, e sempre ammesso che il diffamante abbia esposto querela) è possibile considerarsi “salvi” oppure ci sono ancora possibilità di essere contattati per poi, sempre eventualmente, rinviati a giudizio?
Buona serata.