Recupero crediti stragiudiziale

Le attività di recupero stragiudiziale dei crediti, quando non sono svolte da Avvocati, sono disciplinate dall’art. 115 del Testo unico sulle Leggi di Pubblica Sicurezza (R.D. 18/06/1931 n. 773).
Tale norma prevede che “Le attività di recupero stragiudiziale dei crediti per conto di terzi sono soggette alla licenza del Questore”.
La società di recupero crediti si avvale di agenti che rintracciano il debitore, prendono contatti con il medesimo e cercano di ottenere il pagamento del credito o la sottoscrizione di un piano di rientro.
Ove non sia possibile il recupero del credito stragiudizialmente, sarà necessario l’intervento di un Avvocato per l’azione giudiziaria.

Tuttavia, l’Avvocato può assumere un ruolo rilevante anche in sede stragiudiziale, mediante l’invio di diffide e solleciti e la gestione delle eventuali trattative successive per il rientro del debito, con eventuali garanzie (cambiali).

Ad oggi, tramite i canali informatici di contatto con i registri pubblici (Agenzia del Territorio, Camera di Commercio, Pubblico Registro Automobilistico, ecc…), l’Avvocato può svolgere attività di ricerca per la verifica della solvibilità del debitore ed eventualmente consigliare la miglior strada da percorrere per tentare di recuperare il credito.

Ove, inoltre, fosse necessario il ricorso all’Autorità Giudiziaria, l’Avvocato che ha seguito l’intera pratica avrà maggiori elementi a sua disposizione per affrontare il Giudizio.

Ed eventualmente, ove non fosse possibile il recupero integrale, l’Avvocato potrà redigere una lettera d’inesigibilità per la contabilizzazione del mancato incasso.

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